Emanuele conclude con grande stacanovismo gli studi di Economia Internazionale alla Seconda Università di Roma – Tor Vergata. Il giorno dopo la tesi di laurea, beve l’ultimo caffellatte preparatogli dalla madre nella sua vita e si imbarca su un volo EasyJet per Berlino.
Nella capitale tedesca scopre, in ordine d’importanza: la passione per la fotografia, le droghe sintetiche, l’amore per una ragazza tedesca. Delle tre scoperte, l’unica che riesce a coltivare con dedizione è la prima – studia fotografia in una scuola che in città è ritenuta la migliore, senza mai capire bene le ragioni di tale fama.
La fotografia diventa un lavoro, ed il lavoro lo fa viaggiare. Vive nove mesi in Sudafrica, nella tutt’altro che serena Johannesburg, esperienza che compromette la sua endemica passione per il rischio a vantaggio di una più sedentaria: la scrittura.
Continua altresì a fotografare ed arrivano i primi riconoscimenti, alcuni prestigiosi – espone alla 54a Biennale di Venezia un progetto multimediale sulla comunità italiana di Berlino. A questo seguono altri premi internazionali e le sue foto sono esposte in diversi paesi nel mondo.
Si immagina a bere vino francese in prestigiose gallerie newyorkesi mentre spiega il metalinguaggio del suo stile fotografico. In realtà si ritrova a pagare un litro di latte in pezzi da 5 e 2 centesimi in un discount di Berlino. La sua nuova ragazza francese gli mostra, senza troppa delicatezza, la grande menzogna in cui vive – cotanta onestà lo ferisce profondamente e, da bravo stacanovista, la sposa dopo pochi anni.
Scrive.
E nel frattempo cerca e trova lavoro come photo editor in quella che scopre essere la startup migliore d’Europa in termini di crescita netta. Il suo capo comprende solo numeri e grafici e la cultura d’azienda lo soffoca, ma lui può finalmente permettersi una carta di credito. Chiede quindi più responsabilità. Gli viene affidata la gestione dell’intero reparto di branding dell’azienda ed inizia a creare video promozionali e spot televisivi. È un momento chiave per Emanuele: fa la sua prima esperienza da regista e la cosa lo esalta più del previsto. Confessa agli amici intimi di sentirsi appagato per la prima volta nella sua vita.
Scrive.

E si licenzia poco dopo per intraprende la carriera da regista nel settore pubblicitario, in cui lavora per circa un anno. Il consumo di Jack Daniels e l’abuso di gel per capelli dei Creative Director gli fanno capire che non è il suo ambiente.
Scrive. 
E comprende che la sua è una vera vocazione artistica: vuole scrivere e dirigere film, vuole parlare della vita, dell’essere umano e dei suoi sentimenti. Ma ha 33 anni e pensa sia troppo tardi. Pensa che alla sua età Cristo è morto e risorto. Oltretutto l’inclinazione all’onestà di sua moglie si è rafforzata con gli anni e non gli lascia scampo. Apre quindi con un suo caro amico un’agenzia di comunicazione, cosa che gli permette di lavorare bene e guadagnarsi da vivere. Tutto il tempo libero lo utilizza per la sua vocazione: scrive quattro film e ne produce uno in collaborazione con un produttore di Berlino. Il film viene selezionato a tre festival.
Scrive.
E comprende che non è abbastanza. Ha bisogno di più tempo per i suoi progetti artistici, a cui deve dedicare tutto se stesso. Lascia quindi la direzione dell’agenzia e si mette a scrivere tutti i giorni – quando non butta giù parole nero su bianco, scrive nella testa. Il flusso è continuo e ci si immerge come un feto nella placenta. Vive momenti di estasi personale ed intima che lo riconciliano con il mondo, almeno per qualche ora. Queste pulsioni di vita creativa lo stanno spingendo a salutare il nord Europa e tornare al Sud, il suo ambiente naturale.
Mentre scrive queste parole pensa al futuro, al sole, al mare e alle pagine bianche da riempire d’inchiostro nero. Ricorda anche dove si trovava solo qualche anno fa; indugia nel pensiero e nella sensazione di soddisfazione che produce. Emanuele è una persona felice.

MUSES, SAFE GARDENS & ALTER-EGOS
Babeth Lafon • Henry Miller • Paolo Sorrentino • Franz Kafka • Federico Fellini • The XX • John F. Beek • Luigi Della Sala • Roberto Baggio • Xavier Dolan • Park Chan-wook • Wong Kar-wai • Bob Dylan • Il Brucomela • Nazim Hikmet • Wu Ming • L’amici Veri • Valentino Rossi • Vasily Kandinsky • Milan Kundera • Christopher Reeve • Caravaggio • Hermann Hesse • The Beatles • Lou Reed • Mario e Saverio • Ennio Flaiano • Massimo Troisi • Pier Vittorio Tondelli • Radiohead • Terrence Malick • Eugenio Montale • Francesco De Gregori • Alberto Sordi • Totó • Francesco Guccini • Ross Geller • John F. Kennedy • Robert F. Kennedy • Andrei Tarkovsky • Gianmaria Testa • James Nachtwey • Haruki Murakami • Otis Redding • Gianni Agnelli • Lucio Dalla • Martin Parr • Charlie Kaufman • Giorgio Moroder • Lt. Dan Taylor • Petra Magoni e Ferruccio Spinetti • Bruce Davidson • Ayrton Senna • Tony Servillo • Sirio Magnabosco • Naude Van der Merwe • Pier Paolo Pasolini • Vasco • James Turrell • Ugo Fantozzi • Martin Scorsese • Francis F. Coppola • Giuseppe Arcimboldo • Monica Vitti • Mino Degli Atti • Allan Felix • Alessandro Baricco • Vittorio “Accattone” Cataldi • Francois Truffaut • Bertrand Morane • Umberto Eco • Tony Milanese • Elisabeth Gilbert • Nadav Kander • Salvator Dalí • Edward Burtynsky • La pizzetta rossa del fornaio • Edward Hopper • Corradino D’Ascanio • Claudia Cardinale • Pablo Neruda • Gustave Caillebotte • Hiroshi Sugimoto • Lev Nikolaevich Myshkin • Siddhartha • Samuel Taylor Coleridge • Marcus Aurelius • Bill Withers • La Vespa PX